Guida · aggiornata il 9 ottobre 2026 · lettura 8 minuti

Premi di risultato all'1% e welfare aziendale 2026: come progettare un premio che funzioni

Nel 2026 e nel 2027 un premio di risultato costruito bene costa al lavoratore l'1% di imposta. Ecco le regole, i requisiti e come scegliere indicatori che misurano davvero il miglioramento dell'azienda.

In breve

Per i premi di risultato erogati nel 2026 e nel 2027 l'imposta sostitutiva è dell'1% entro 5.000 euro lordi annui (art. 1, comma 9, L. 199/2025). Spetta ai dipendenti del settore privato con reddito di lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell'anno precedente (art. 1, comma 186, L. 208/2015). Il premio deve essere previsto da un contratto aziendale o territoriale depositato e legato a incrementi misurabili e verificabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione (commi 182 e 187; D.M. 25 marzo 2016). Il lavoratore può convertirlo in welfare: anche in questo caso vale il limite di 5.000 euro (Risoluzione AdE 22/E del 9 giugno 2026).

Le regole 2026 in sintesi

Il regime dei premi di risultato esiste dal 2016 (art. 1, commi 182-189, della legge 208/2015). A regime l'imposta sostitutiva è del 10% su un massimo di 3.000 euro. La legge di bilancio 2026 ha ridotto l'aliquota all'1% e alzato il limite a 5.000 euro per i premi erogati nel 2026 e nel 2027.

Regole dei premi di risultato per il 2026
VoceRegolaRiferimento
Aliquota1% al posto di IRPEF e addizionali, per i premi erogati nel 2026 e nel 2027art. 1, c. 9, L. 199/2025
Importo agevolatofino a 5.000 euro lordi annui; l'eccedenza è tassata in via ordinariaart. 1, c. 9, L. 199/2025
Chi ne beneficiadipendenti del settore privato con reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell'anno precedenteart. 1, c. 186, L. 208/2015
Fonte del premiocontratto collettivo aziendale o territoriale ai sensi dell'art. 51 D.Lgs. 81/2015art. 1, c. 187, L. 208/2015
Criteri di misurazioneincrementi misurabili e verificabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazioneart. 1, c. 182 e 188, L. 208/2015; D.M. 25/3/2016
Welfareconversione possibile entro lo stesso limite di 5.000 euroRisoluzione AdE 22/E del 9/6/2026

Su un premio di 3.000 euro il lavoratore paga 30 euro di imposta. Può comunque rinunciare per iscritto all'agevolazione (comma 182). Sulla parte in denaro restano dovuti i contributi.

Dal 1° gennaio 2027 le norme sulle imposte sui redditi, comprese quelle sui premi di produttività, sono riordinate nel nuovo Testo unico approvato con il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, che dedica ai premi di produttività l'art. 228. Per i premi da pagare nel 2027 il riferimento diventa quindi il testo coordinato.

Contratto, indicatori e deposito

  • Un contratto di secondo livello: aziendale, firmato con le rappresentanze sindacali aziendali o unitarie, oppure territoriale, firmato dalle organizzazioni del settore. Le condizioni dei contratti territoriali cambiano da provincia a provincia e da settore a settore: va letto quello applicabile.
  • Indicatori scritti nel contratto: il D.M. 25 marzo 2016 chiede di misurare l'incremento in un periodo congruo definito dall'accordo. Per l'Agenzia delle Entrate il periodo congruo coincide con il periodo di maturazione del premio e può essere annuale, infrannuale o pluriennale (Circolare 5/E del 29 marzo 2018).
  • Un incremento vero: il risultato deve migliorare rispetto al dato precedente all'inizio del periodo. Se gli obiettivi sono alternativi basta l'incremento di uno; se sono cumulativi, l'agevolazione spetta solo per la parte di premio legata agli obiettivi migliorati (Circolare 5/E/2018).
  • Il deposito: il contratto va depositato in via telematica presso il Ministero del Lavoro, con la dichiarazione di conformità prevista dal D.M. 25 marzo 2016, entro 30 giorni dalla sottoscrizione.

Convertire il premio in welfare

Se il contratto lo prevede, il lavoratore può scegliere di ricevere il premio, in tutto o in parte, sotto forma di beni e servizi (art. 1, comma 184, della legge 208/2015). In questo caso:

  • i servizi indicati nell'art. 51, comma 2, del TUIR (ad esempio opere e servizi con finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, servizi di educazione e istruzione per i familiari, assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti) e i beni dell'ultimo periodo del comma 3 non sono tassati, nemmeno con l'1%, nel rispetto dei limiti di ciascuna voce;
  • i beni del comma 4 dell'art. 51 (auto aziendali, prestiti, fabbricati) restano tassati secondo le loro regole;
  • il limite di 5.000 euro vale anche per la parte convertita: lo ha chiarito l'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 22/E del 9 giugno 2026.

Serve una procedura che registri le scelte di ciascun lavoratore e i limiti di ogni voce.

Fringe benefit e buoni pasto: le soglie in vigore

Soglie di esenzione per fringe benefit e buoni pasto
StrumentoSogliaRiferimento
Fringe benefit (beni, servizi, rimborsi di utenze domestiche, affitto o interessi sul mutuo della prima casa)1.000 euro annui; 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico, per il 2025, 2026 e 2027art. 1, c. 390-391, L. 207/2024
Buoni pasto elettronici10 euro al giorno dal 2026 (prima 8 euro)art. 1, c. 14, L. 199/2025 che modifica l'art. 51, c. 2, lett. c) TUIR
Buoni pasto cartacei4 euro al giornoart. 51, c. 2, lett. c) TUIR

Attenzione alla soglia dei fringe benefit: se viene superata, concorre al reddito l'intero valore e non solo l'eccedenza (Circolare AdE 4/E del 16 maggio 2025). Per la soglia di 2.000 euro il dipendente deve dichiarare al datore di lavoro il codice fiscale dei figli a carico.

Come costruire gli indicatori

Il premio funziona quando misura cose che le persone possono influenzare e che l'azienda misura già. Il punto di partenza è il controllo di gestione: se un dato non esce dai report mensili, difficilmente sarà verificabile a fine anno.

  1. Partire dal budget: gli obiettivi del premio devono essere coerenti con il budget aziendale, non scelti a parte.
  2. Scegliere 2-4 indicatori con formula scritta: ad esempio margine operativo su ricavi, ore lavorate per unità prodotta, percentuale di non conformità, tempi medi di consegna, tasso di assenteismo.
  3. Fissare il dato di partenza dell'anno precedente e il miglioramento richiesto, con una scala: premio parziale per un miglioramento minimo, pieno al raggiungimento del target.
  4. Definire chi misura e quando: fonte del dato, data di verifica, verbale firmato.

Gli stessi criteri servono anche per la trasparenza retributiva: le componenti variabili devono basarsi su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere.

Gli errori più comuni

  • Premio fisso mascherato: un importo garantito a tutti non è un premio di risultato.
  • Obiettivo senza confronto: raggiungere una soglia stabile senza incremento rispetto al periodo precedente non dà diritto all'agevolazione.
  • Contratto non depositato o firmato quando il risultato era già noto.
  • Reddito non controllato: chi nell'anno precedente ha superato 80.000 euro, anche presso un altro datore, non ha diritto all'1%.
  • Welfare senza regole: servizi fuori dall'art. 51 o limiti per voce non rispettati.
FAQ

Domande frequenti

Quanto si paga di imposta su un premio di risultato nel 2026?

Per i premi erogati nel 2026 e nel 2027 l'imposta sostitutiva è dell'1%, entro un importo complessivo di 5.000 euro lordi annui (art. 1, comma 9, della legge 199/2025). Su un premio di 3.000 euro l'imposta è di 30 euro, al posto dell'IRPEF e delle addizionali. La parte oltre i 5.000 euro segue la tassazione ordinaria. I contributi previdenziali sulla parte pagata in denaro restano dovuti.

Chi può avere il premio detassato?

I lavoratori dipendenti del settore privato che nell'anno precedente hanno avuto un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro (art. 1, comma 186, della legge 208/2015). Per i premi pagati nel 2026 conta quindi il reddito del 2025. Il limite riguarda il reddito del lavoratore, non la dimensione dell'azienda.

Serve un accordo con i sindacati?

Sì. Il premio deve essere previsto da un contratto collettivo aziendale o territoriale, ai sensi dell'art. 51 del D.Lgs. 81/2015 (art. 1, comma 187, della legge 208/2015), e il contratto va depositato in via telematica. Le aziende senza rappresentanze sindacali interne possono applicare un contratto territoriale del proprio settore, se prevede il premio e i criteri di misurazione.

Il limite di 5.000 euro vale anche se il dipendente sceglie il welfare?

Sì. Con la Risoluzione n. 22/E del 9 giugno 2026 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il nuovo limite di 5.000 euro si applica anche quando il lavoratore converte il premio in beni e servizi di welfare, come consente l'art. 1, comma 184, della legge 208/2015. Restano fermi i limiti propri di ciascun benefit previsti dall'art. 51 del TUIR.

Basta raggiungere un obiettivo di fatturato per avere la detassazione?

No. Serve un incremento misurabile e verificabile rispetto al periodo precedente, secondo gli indicatori scritti nel contratto. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che non basta raggiungere un obiettivo: il risultato deve essere migliore di quello registrato prima dell'inizio del periodo di maturazione del premio (Circolare 5/E del 29 marzo 2018).

Vuoi un premio di risultato che regga a un controllo?

Colleghiamo gli indicatori al controllo di gestione, prepariamo i dati di partenza e affianchiamo il consulente del lavoro nella stesura dell'accordo.