Guida · aggiornata il 7 ottobre 2026 · lettura 8 minuti

Fascicolo del dipendente: quali documenti conservare e per quanto tempo

Contratti, buste paga, formazione, visite mediche e documenti personali: cosa deve esserci nel fascicolo di ogni lavoratore, per quanto tempo va conservato e come gestirlo in digitale.

In breve

Il fascicolo del dipendente raccoglie i documenti del rapporto di lavoro. Termini principali: Libro Unico del Lavoro e buste paga 5 anni dall'ultima registrazione (art. 39 D.L. 112/2008); scritture contabili 10 anni (art. 2220 c.c.); cartella sanitaria e di rischio almeno 10 anni presso il datore dopo la consegna del medico competente (art. 25 D.Lgs. 81/2008). Per contratti, informative e attestati la legge chiede di poter provare l'adempimento ma spesso non fissa un termine: la prassi è conservarli almeno fino alla prescrizione dei crediti di lavoro, 5 anni dalla cessazione del rapporto (Cass. 26246/2022), meglio 10. Il GDPR impone di non conservare i dati oltre il necessario.

Cosa contiene il fascicolo

  • Assunzione: contratto o lettera di assunzione, comunicazione obbligatoria (UNILAV), informativa sulle condizioni di lavoro prevista dal D.Lgs. 152/1997 con la prova della consegna.
  • Documenti personali: documento d'identità e codice fiscale, permesso di soggiorno per i lavoratori stranieri, titoli di studio e abilitazioni richiesti dalla mansione.
  • Amministrazione del personale: buste paga, Certificazione Unica, variazioni contrattuali, ferie e permessi, eventuali provvedimenti disciplinari.
  • Sicurezza: attestati di formazione, consegna dei dispositivi di protezione individuale, giudizi di idoneità del medico competente.
  • Privacy: informativa sul trattamento dei dati del dipendente, autorizzazioni e nomine interne.
  • Cessazione: dimissioni o lettera di licenziamento, comunicazione di cessazione, consegna della copia della cartella sanitaria.

La tabella dei tempi di conservazione

Tempi di conservazione dei documenti del personale
DocumentoPer quantoRiferimento
Libro Unico del Lavoro5 anni dall'ultima registrazioneart. 39 D.L. 112/2008 e D.M. 9/7/2008
Buste pagaalmeno 5 anni (copia del LUL); prassi 10 anniart. 39, c. 5 D.L. 112/2008; art. 2220 c.c.
Scritture contabili e documenti fiscali10 anni dall'ultima registrazioneart. 2220 c.c.
Contratto, lettera di assunzione, informativa sulle condizioni di lavoronessun termine fissato: prassi almeno 5 anni dalla cessazione, meglio 10art. 1, c. 8 D.Lgs. 152/1997 (prova della consegna)
Attestati di formazione sulla sicurezzaper tutta la durata del rapporto e oltre, come prova; il fascicolo del corso 10 anni presso il soggetto formatoreart. 37 D.Lgs. 81/2008; Accordo Stato-Regioni 17/4/2025
Cartella sanitaria e di rischioalmeno 10 anni presso il datore, dopo la consegna del medico competenteart. 25 D.Lgs. 81/2008
Giudizio di idoneitàcon il fascicolo, per tutta la durata del rapporto e oltreart. 41 D.Lgs. 81/2008
Esposizione ad agenti cancerogeni o mutageniil datore fino alla fine del rapporto; poi l'INAIL fino a 40 anni dalla fine dell'esposizioneart. 243 D.Lgs. 81/2008
Consegna dei dispositivi di protezionenessun termine fissato: prassi 10 anniartt. 77-78 D.Lgs. 81/2008
Copia del permesso di soggiornonessun obbligo di copia: prassi per la durata del rapporto e la prescrizioneart. 22 D.Lgs. 286/1998

Perché "5 anni dalla cessazione": i crediti retributivi si prescrivono in 5 anni (art. 2948 c.c.) e, nei rapporti a tempo indeterminato, la prescrizione decorre dalla fine del rapporto (Cassazione, sentenza n. 26246 del 6 settembre 2022). Finché un ex dipendente può fare causa, conviene poter dimostrare cosa è stato pagato e consegnato.

Sicurezza e sorveglianza sanitaria

La cartella sanitaria e di rischio contiene dati sanitari: durante l'incarico la custodisce il medico competente, sotto segreto professionale, nel luogo concordato con il datore di lavoro. Il datore riceve il giudizio di idoneità alla mansione (art. 41 del D.Lgs. 81/2008), che va conservato nel fascicolo insieme alla data della prossima visita. Al termine dell'incarico del medico, la cartella passa al datore, che la conserva per almeno 10 anni con accesso limitato (art. 25).

Gli attestati di formazione provano l'adempimento dell'art. 37 del D.Lgs. 81/2008: con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 2025 conviene tenere sotto controllo anche le scadenze degli aggiornamenti (vedi la news sulla formazione).

Privacy: chi può vedere cosa

  • Limitazione della conservazione: il GDPR non fissa durate, ma chiede di conservare i dati solo per il tempo necessario (art. 5, par. 1, lett. e). Serve una tabella dei tempi, come quella sopra, e una procedura di scarto.
  • Accessi limitati: dati sanitari, disciplinari ed economici vanno visti solo da chi ne ha bisogno per il proprio ruolo.
  • Niente dati non necessari: il Garante ha escluso, ad esempio, l'uso di dati biometrici per rilevare le presenze in assenza di una base di legge.
  • Riferimento: le Linee guida del Garante per il trattamento dei dati dei lavoratori privati (deliberazione n. 53 del 23 novembre 2006).

Il fascicolo digitale

Tenere il fascicolo in digitale semplifica ricerche, scadenze e accessi, a patto di farlo bene: documenti in formati non modificabili, accessi profilati, copie di sicurezza e, per i documenti con obbligo di conservazione, conservazione a norma secondo il Codice dell'amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005) e le Linee guida AgID.

È quello che fa la gestione documentale dei dipendenti del Portale IDGS: un fascicolo per ogni lavoratore, con contratti, attestati, visite mediche e data della prossima visita, avvisi sulle scadenze e accessi riservati.

FAQ

Domande frequenti

Per quanto tempo si conservano le buste paga?

Le buste paga sono la copia delle registrazioni del Libro Unico del Lavoro, che va conservato per 5 anni dall'ultima registrazione (art. 39 del D.L. 112/2008 e decreto ministeriale del 9 luglio 2008). Molte aziende le conservano 10 anni, come le scritture contabili (art. 2220 del codice civile), anche perché i crediti retributivi si prescrivono in 5 anni che, nei rapporti a tempo indeterminato, decorrono dalla fine del rapporto.

Chi conserva la cartella sanitaria del dipendente?

Durante l'incarico la istituisce e la custodisce il medico competente, sotto il vincolo del segreto professionale, nel luogo concordato con il datore. Al termine dell'incarico il medico la consegna al datore di lavoro, che conserva l'originale per almeno 10 anni nel rispetto della privacy; alla cessazione del rapporto il lavoratore ne riceve copia (art. 25 del D.Lgs. 81/2008). Il datore riceve sempre il giudizio di idoneità, non la cartella clinica (art. 41).

Posso conservare il fascicolo del personale solo in digitale?

Sì, se la conservazione è fatta a norma: documenti informatici statici e non modificabili, con riferimento temporale e, dove richiesto, firma elettronica, secondo il Codice dell'amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005) e le Linee guida AgID. Anche il Libro Unico del Lavoro può essere tenuto su supporti informatici.

Devo tenere una copia del documento d'identità o del permesso di soggiorno?

La legge non impone di conservarne la copia, ma punisce chi impiega lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno valido (art. 22, c. 12, D.Lgs. 286/1998). Conservare la copia del permesso, e monitorarne la scadenza, è quindi una prova di diligenza, da trattare nel rispetto della privacy.

Quando si possono distruggere i documenti di un ex dipendente?

Quando sono trascorsi i termini di legge e non servono più per difendersi in un possibile contenzioso: il GDPR chiede di non conservare i dati più del necessario (art. 5, par. 1, lett. e). In pratica si fissa una tabella dei tempi di conservazione per tipo di documento, si registra la data di cessazione e si programma lo scarto, sempre con l'indicazione del consulente del lavoro.

Vuoi mettere in ordine i fascicoli del personale?

Verifichiamo cosa c'è e cosa manca, impostiamo tempi di conservazione e scadenze e portiamo tutto nel Portale IDGS.