Guida · aggiornata il 6 ottobre 2026 · lettura 8 minuti

I KPI dello studio dentistico: gli indicatori da controllare ogni mese

Quali numeri guardare, come calcolarli e ogni quanto: una guida pratica per titolari e responsabili di studi odontoiatrici.

In breve

I KPI (indicatori chiave di prestazione) dello studio dentistico si dividono in quattro gruppi: economici (produzione, produzione per ora di poltrona, margini, incidenza dei costi, punto di pareggio), commerciali (nuovi pazienti, accettazione dei preventivi in numero e valore, piani di cura in sospeso), operativi (saturazione delle poltrone, appuntamenti mancati, attesa per la prima visita, richiami) e finanziari (incassi su produzione, crediti, cassa prevista). Vanno calcolati sempre con la stessa definizione e rivisti ogni mese, quelli operativi ogni settimana.

Perché misurare

Molti studi conoscono a fine anno il fatturato e l'utile indicato dal commercialista, ma non sanno, mese per mese, quale poltrona rende di più, quanti preventivi si perdono e perché, o se tra tre mesi ci sarà abbastanza cassa. Gli indicatori servono a vedere questi fenomeni in tempo per intervenire, non a produrre report.

Un buon KPI ha tre caratteristiche: una definizione scritta e sempre uguale, una fonte dei dati certa (gestionale, banca, contabilità) e un responsabile che lo guarda e propone azioni. Senza queste tre cose il numero diventa un'opinione.

1. Indicatori economici

Dicono se lo studio produce valore e quanto ne resta dopo i costi. Il più trascurato è la produzione per ora di poltrona: a parità di fatturato, due studi possono avere redditività molto diverse a seconda di come usano le ore disponibili.

Indicatori economici dello studio dentistico
IndicatoreCosa misuraCome si calcolaFrequenza
Produzione mensileValore delle prestazioni eseguite nel mese (non incassate)Somma delle prestazioni chiuse nel mese, da listino effettivamente applicatoMensile
Produzione per ora di poltronaQuanto rende un'ora di poltrona apertaProduzione ÷ ore di poltrona disponibiliMensile
Produzione per operatoreContributo di ogni medico e igienistaProduzione attribuita all'operatore ÷ ore lavorateMensile
Margine per prestazioneQuanto resta di ogni prestazione dopo i costi direttiPrezzo − (laboratorio + materiali + compenso dell'operatore)Trimestrale
Incidenza del personalePeso di stipendi e compensi sul fatturatoCosto del personale e dei collaboratori ÷ fatturato × 100Mensile
Incidenza laboratorio e materialiPeso dei costi variabili principali(Laboratorio + materiali) ÷ fatturato × 100Mensile
Punto di pareggioFatturato minimo per coprire tutti i costiCosti fissi ÷ margine di contribuzione %Mensile

Il punto di pareggio si calcola dividendo i costi fissi per il margine di contribuzione percentuale, cioè la quota di ogni euro di fatturato che resta dopo i costi variabili (laboratorio, materiali, compensi a percentuale). Approfondimento nella pagina sul controllo di gestione.

2. Indicatori commerciali

Misurano la capacità di attrarre pazienti e di trasformare le visite in piani di cura. L'accettazione dei preventivi va letta sia in numero sia in valore: uno studio può accettare molti preventivi piccoli e perdere quasi tutti i casi complessi, e il solo dato numerico non lo mostrerebbe.

Indicatori commerciali dello studio dentistico
IndicatoreCosa misuraCome si calcolaFrequenza
Nuovi pazientiCapacità dello studio di attrarrePrime visite di pazienti mai visti prima, nel meseMensile
Accettazione dei preventivi (numero)Quanti piani di cura vengono accettatiPreventivi accettati ÷ preventivi presentati × 100Mensile
Accettazione dei preventivi (valore)Quanto valore viene accettato, non solo quanti sìValore accettato ÷ valore presentato × 100Mensile
Valore medio del piano di curaComplessità media dei casi accettatiValore accettato ÷ numero di preventivi accettatiMensile
Piani di cura in sospesoLavoro già proposto e non ancora decisoNumero e valore dei preventivi aperti da oltre 30 giorniSettimanale

Quando l'accettazione è bassa, la causa è quasi sempre nel percorso della prima visita: tempi, chi presenta il piano, come vengono spiegati valore e modalità di pagamento, come si gestisce il "ci penso".

3. Indicatori operativi

Riguardano l'agenda e l'organizzazione. Sono quelli che la segreteria può migliorare più rapidamente, e per questo vanno guardati ogni settimana.

Indicatori operativi dello studio dentistico
IndicatoreCosa misuraCome si calcolaFrequenza
Saturazione delle poltroneQuanto è piena l'agendaOre prenotate ÷ ore di poltrona disponibili × 100Settimanale
Appuntamenti mancatiBuchi in agenda non recuperatiAppuntamenti saltati senza preavviso ÷ appuntamenti fissati × 100Settimanale
Attesa per la prima visitaRapidità di risposta ai nuovi pazientiGiorni tra la richiesta e la prima visita disponibileMensile
Richiami di igiene eseguitiContinuità di cura e fidelizzazioneRichiami eseguiti ÷ richiami in scadenza × 100Mensile

4. Indicatori finanziari

Uno studio può produrre molto ed essere comunque in difficoltà di cassa, ad esempio con piani di cura lunghi pagati a rate o fondi che rimborsano in ritardo. Gli indicatori finanziari collegano la produzione al conto corrente.

Indicatori finanziari dello studio dentistico
IndicatoreCosa misuraCome si calcolaFrequenza
Incassi su produzioneQuanto della produzione diventa cassaIncassato nel mese ÷ produzione del mese × 100Mensile
Crediti verso i pazientiSomme da incassare per cure già eseguiteTotale dei saldi aperti, con anzianità (30/60/90 giorni)Mensile
Cassa prevista a 6 mesiSe e quando ci saranno mesi criticiSaldo attuale + incassi previsti − pagamenti in scadenza, mese per meseMensile

Come impostare il controllo in 4 passi

  1. Scegli pochi indicatori. Si parte da 5–7, quelli legati ai problemi che lo studio sente di più; gli altri si aggiungono dopo.
  2. Scrivi le definizioni. Cosa conta come "nuovo paziente"? Il preventivo si considera accettato alla firma o al primo acconto? Una pagina di definizioni evita discussioni infinite sui numeri.
  3. Collega le fonti. Estrai i dati dal gestionale, dalla banca e dalla contabilità sempre allo stesso modo e nello stesso giorno del mese, idealmente in automatico.
  4. Fissa la riunione mensile. Trenta minuti con titolare e responsabili: cosa è cambiato, perché, quale azione si prova nel mese successivo e chi la segue.

Gli errori più comuni

  • Confondere produzione, fatturato e incassato, e trarre conclusioni sbagliate sulla salute dello studio.
  • Guardare le medie senza separare per poltrona, per operatore o per tipo di prestazione: la media nasconde proprio i problemi.
  • Cambiare definizione nel tempo, rendendo inconfrontabili i mesi.
  • Misurare senza decidere: un indicatore che nessuno discute non serve.
  • Inseguire la media di settore invece di migliorare rispetto al proprio storico.

Le formule riportate sono quelle di uso comune nel controllo di gestione degli studi odontoiatrici; i valori obiettivo vanno definiti caso per caso, sui dati reali dello studio.

FAQ

Domande sui KPI dello studio dentistico

Quali sono i KPI più importanti per uno studio dentistico?

Se si parte da zero, cinque indicatori danno già una visione chiara: produzione mensile, produzione per ora di poltrona, tasso di accettazione dei preventivi (in numero e in valore), saturazione delle poltrone e cassa prevista nei prossimi mesi. Gli altri si aggiungono quando questi sono misurati con regolarità.

Che differenza c'è tra produzione e fatturato?

La produzione è il valore delle cure eseguite in un periodo; il fatturato è ciò che è stato fatturato; l'incassato è ciò che è entrato davvero in cassa. Nei piani di cura lunghi o con pagamenti dilazionati i tre numeri possono essere molto diversi: per questo vanno guardati separatamente.

Ogni quanto vanno controllati gli indicatori?

Gli indicatori operativi (agenda, appuntamenti mancati, preventivi in sospeso) ogni settimana; quelli economici, commerciali e finanziari una volta al mese, in una breve riunione con chi ha la responsabilità di ciascun numero. Margini per prestazione e listino vanno rivisti almeno una volta a trimestre.

Esistono valori di riferimento validi per tutti gli studi?

No: dipendono da dimensione, numero di poltrone, tipo di prestazioni, presenza di convenzioni e fondi, zona. Più utile del confronto con una media è il confronto dello studio con sé stesso, mese su mese e con lo stesso periodo dell'anno prima. I valori obiettivo si fissano dopo un'analisi dei dati reali.

Serve un software dedicato per i KPI?

I dati di base arrivano dal gestionale clinico, dalla banca e dalla contabilità. Si può partire con un foglio di calcolo ben impostato; quando i numeri diventano tanti conviene un cruscotto che li riunisca in automatico, come il Portale IDGS, che calcola anche punto di pareggio e previsione di cassa.

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